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#SerieA – LA NUOVA VITA DI STEPHAN EL SHAARAWY

Era dato per finito. “Questo è un bidone”, “Il nuovo Doumbia”, “Acquisto inutile”; questi solo alcuni dei commenti che hanno fatto da colonna sonora al ritorno in Italia di Stephan El Shaarawy nel mercato di gennaio. Stupore, incertezza, sfiducia hanno da subito caratterizzato gli aciduli commenti nei suoi confronti dei più, tifosi giallorossi e non solo, le certezze dei quali si basavano sulla convinzione che la talentuosa seconda punta avrebbe nuovamente deluso.

“Nuovamente” sì, perchè inutile negare che di quello che Stephan El Shaarawy aveva dimostrato di essere qualche stagione (vedi il primo faraone di Padova, o ancora il devastante fuoriclasse della sua seconda stagione in rossonero, con ben 19 reti messe a segno in stagione), negli ultimi due anni si era visto ben poco. 52 presenze 7 reti, in due stagioni e mezzo con Milan e Monaco a fare a gara per chi dovesse scaricarlo per prima, rappresentano, infatti, un bottino decisamente povero per un ragazzo con il suo potenziale.

 

El Sha Monaco

Ritrovatosi ingabbiato in una prigione dorata di colui che in campo non può non essere sempre il migliore, sempre decisivo, marchiato (forse troppo presto) con la pesante e frustrante etichetta di “promessa non mantenuta” e destabilizzato dalle tante e decisamente “pesanti” voci riguardo il suo privato, il Faraone sembrava essersi spento irremidiambilmente.

Seguendo il canovaccio appena tracciato le reazioni dei “criticoni”, quelli che hanno storto il muso, ridacchiato alla notizia ufficiale dell’approdo di Stephan in giallorosso, possono sembrar fondate. Ma il calcio si sa, non si fa con le parole; dire, scrivere, discutere, può aiutare soltanto ad arricchire un panorama tematico che domenica dopo domenica si compone di nuovi palcoscenici, sui quali attori di una o dell’altra parte si affrontano difendendo i propri colori, le proprie idee, i propri campioni. Ma al di sopra tutto, vige la legge del campo, il linguaggio universale che può, DEVE mettere tutti d’accordo.

Tanto si è detto, tanto si è scritto, ma poco può essere messo in discussione ora, a circa 3 mesi dal ritorno di El Shaarawy in Italia. I numeri parlano di 6 reti in 9 presenze in campionato, delle quali molte di pregevolissima fattura, come il tacco dell’esordio o la rete contro l’Empoli, dipinti con la grazia, con l’incoscienza propria di pochi, quasi come armato di pennello macchiato di colore davanti ad una tela bianca.

 

Immagine tratta da it.eurosport.com

Immagine tratta da it.eurosport.com

A Roma ci hanno messo ben poco a rendere Stephan El Shaarawy uno dei simboli della rinascita giallorossa, e come dar loro torto. Oltre le reti segnate, infatti, tanto altro messo in mostra dall’ormai ritrovato Faraone che, match dopo match, sta sempre più dimostrando come lui la sua tela non voglia mai più lasciarla bianca, cercando tonalità e sfumature sempre nuove, per arrivare a conquistare traguardi sempre più importanti.

E questo no, non è un punto di arrivo, ma soltanto un nuovo inizio, la nuova vita di Stephan El Shaarawy.

di Rocco Lucio Bergantino

 

ROME, ITALY - JANUARY 30: AS Roma player Stephan El Shaarawy celebrates the goal during the Serie A match between AS Roma and Frosinone Calcio at Stadio Olimpico on January 30, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

ROME, ITALY – JANUARY 30: AS Roma player Stephan El Shaarawy celebrates the goal during the Serie A match between AS Roma and Frosinone Calcio at Stadio Olimpico on January 30, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

 

Author: Redazione Autogol al Novantesimo

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