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Varie – DAI CAMPI DI PERIFERIA AI CAMPI ELISI: L’ENFANT PRODIGE MARCO VERRATTI

Immagine tratta da www.calcioblog.it

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9 Agosto 2008, Stadio Comunale di Mezzocorona, qualche centinaia di spettatori sugli spalti; 18 Settembre 2012, Parco dei Principi, 45.000 spettatori; due luoghi, due date non prese a caso. Il 9 Agosto 2008, infatti, in un Mezzocorona-Pescara di Coppa Italia, esordisce in prima squadra un ragazzino di 15 anni. Sembra più piccolo dell’età che ha, sembra perdersi in mezzo ai “grandi”, eppure ha un qualcosa di speciale; il suo nome è Marco Verratti. Il 18 Settembre del 2012, lo stesso ragazzo, un po’ cresciuto ma pur sempre giovanissimo, fa il suo esordio nella competizione più prestigiosa del globo: la Champions League. Un’ascesa vertiginosa del giovane Marco; in 4 anni, dai campi di Lega Pro, agli stadi smisurati di tutta Europa. Sembra una favola, una di quelle storie che si raccontano ai bambini, eppure è la reale storia dell’enfant prodige.

La carriera di Marco, parte nella squadra della sua città (il Pescara appunto). Dopo quel 9 Agosto, Marco si è preso man mano il posto in campo, e nel cuore di tutti i tifosi pescaresi. Buone le sue prime stagioni 3 stagioni (2 in Prima Divisione, ed una in Serie B), nelle quali ha lasciato intravedere molti colpi da fuoriclasse. Tuttavia, quella che può essere definita come la “stagione della consacrazione”, è quella 2011/2012. Sulla panchina del Pescara, c’era Zdenek Zeman. Nel 4-3-3 Zemaniano, Marco riesce ad esprimersi al meglio, ritagliandosi un ruolo di primo piano nel gioco della squadra (insieme ai vari Immobile ed Insigne). Dopo 39 presenze e tanta qualità, l’estate 2012 è stata una delle più calde nella vita del centrocampista pescarese.

Le sue grandi prestazioni, infatti, attirarono le attenzioni di tutte le big italiane. La Roma, lo voleva fortemente sia per volontà del ds Sabatini, sia per volere del suo ex tecnico Zeman, sedutosi nel frattempo sulla panchina giallorossa; le due milanesi, l’Inter vogliosa di aggiungere qualità in mezzo al campo, in un reparto dove la forza prevaleva sulla “classe”, ed il Milan con le stesse necessità, rimasto orfano di Pirlo; la Juventus (quella che fu più vicina al suo acquisto) la quale proprio all’ombra di Andrea Pirlo, voleva far crescere Verratti. Nonostante il grande prestigio delle pretendenti, Marco non è andato in nessuna squadra di quella appena citate.

Il 18 Luglio 2012, infatti, viene ufficializzato il passaggio a titolo definitivo (per una somma di circa 12 milioni di euro più bonus) di Marco Verratti al Paris Saint Germain dell’Ad Leonardo e di mister Carlo Ancellotti.
Un trasferimento importante, per un giocatore altrettanto importante. Marco, infatti, già da suo arrivo all’ombra della Torre Eiffel, non ha mai avuto un ruolo di seconda scelta, ma sempre di primo piano. Nella sua prima stagione con la nuova maglia, infatti, ha totalizzato 39 presenze (di cui 9 in Champions League), vincendo il suo primo trofeo nazionale (la Ligue 1) ed essendo scelto come uno degli 11 della “Squadra ideale della Ligue 1 2013”.

In Francia, Marcò (come viene chiamato) ha conquistato tutti. La sua eleganza palla al piede, la sua serenità e la sua grande forza d’animo, l’hanno fatto diventare l’enfant prodige più amato di Francia. Non ha mai sfigurato al cospetto di campioni quali Ibrahimovic, Lavezzi, Cavani, Thiago Silva, David Beckham & co., entrando sempre più nel cuore dei tifosi francesi. Il suo posto nella squadra di Parigi non è mai stato in discussione, così come non lo è il suo posto nella Nazionale Italiana del presente e del futuro soprattutto.

Marco Verratti è un talento puro del nostro calcio, un motivo di vanto per l’Italia tutta; eppure in questa spirale di positività, emerge uno scorcio decisamente poco rassicurante. Il talento di Verratti è stato riconosciuto da tutti a livello internazionale, per le sue prestazioni col Pescara prima e col PSG poi, eppure Marco Verratti non ha mai esordito nella nostra Serie A.

Ci si lamenta dei top player che non arrivano, senza badare a quelli che, purtroppo, vanno via senza che nessuno si strappi i capelli per loro.

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

Author: Redazione Autogol al Novantesimo

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