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#MondoMotori – INTERVISTA AD ANDREA MIGNO, PILOTA DELLA VR46 ACADEMY E DEL TEAM SKY MOTO3

Andrea Migno nasce a Cattolica il 10 gennaio 1996 ed è oggi uno dei più giovani talenti del motociclismo italiano. Inizia a correre in competizioni nazionali nel 2010, giungendo sesto nel Trofeo Honda 125GP per poi passare nel 2011 nella Red Bull Rookies Cup, facendo anche qualche apparizione nel CEV, in cui si classificherà ottavo nella categoria Moto3 nel 2013. Nello stesso anno debutta nella classe Moto3 del motomondiale nei Gran Premi di Catalogna e Repubblica Ceca come wildcard a bordo di una FTR. Nel 2014 corre nel CEV, nel team di Valentino Rossi, e nel mondiale Moto3, per il team Mahindra Racing a partire dal Gran Premio di Gran Bretagna al posto di Arthur Sissis. Nel Gran Premio di San Marino ottiene i suoi primi punti nella classifica del mondiale.
In questa intervista esclusiva, realizzata da “La Galleria del Vento (per la rubrica #MondoMotori di Autogol al Novantesimo) il rider della VR46 Academy, quest’anno in forza al Team Sky, si racconta con passione e umiltà portandoci nel suo mondo.

Andrea, quando è nata la tua passione per le moto e come hai iniziato a correre?
La mia passione per le moto è nata più o meno all’età di 6 anni; sulla strada che porta a casa di mia nonna c’era, e c’è tuttora, una pista di mini moto ed io tutte, le volte che ci passavo davanti, pregavo mio babbo di portarmi e a provare una mini moto. Stavo delle ore a guardare gli altri piloti girare. Un giorno, dopo averlo portato allo sfinimento (nell’estate 2003), mi portò a provare e da lì nacque tutta la storia: la prima mini moto , le prime gare, i primi campionati.

Potresti raccontarci il tuo primo giorno in moto?
La mia “prima volta” fu proprio in quella pista, il New motor park di Cattolica. Entrai in pista e iniziai a girare da solo, con il fermo al gas (che non capivo cos’era ma lo odiavo perché avevo il filo del gas bloccato). Poi entrò in pista anche mio babbo e io per l’emozione mi misi ad osservarlo ma nel frattempo il muro di protezione si avvicinava! E allora SBAM contro le balle di paglia! Sul momento presi un po’ paura ma poi ripresi a girare e mi innamorai.

E la tua prima gara?
La mia prima gara si svolse sempre sul circuito di Cattolica, un trofeo chiamato Kuccioli col Kasco. Era una garetta serale tra bambini dilettanti.

Qual è stata la moto, tra quelle che hai guidato, che più ti ha impressionato e perché?
La moto che più mi ha impressionato è stata l’Aprilia RSA 125. Un rapporto peso potenza incredibile associato a un telaio fantastico. Poi era un 2 tempi quindi suono, motore, profumo … era diverso, adesso lo riterrei affascinante.

La tua vittoria più bella?
La  prima, a Brno nel campionato europeo mini moto del 2005. Un’emozione indimenticabile.

Ed il sorpasso più bello?
Quest’anno nel Cev ad Albacete. In fondo al rettilineo in una staccata sono riuscito a sorpassare due piloti. Mi è piaciuto.

Entrare nel team Sky e nella VR46 Academy per te cosa significa?
Essere entrato nella VR46 Riders Academy per me è stata veramente una cosa molto molto importante, per me è tutto. È un onore, è sicuramente la miglior cosa che mi potesse capitare, è una grossissima occasione per la mia vita. Essere nello Sky Racing Team VR46 è il miglior modo per sfruttare l’occasione della mia vita. È un grandissimo onore anche in questo caso. Ringrazierò a vita Valentino Rossi e tutti i suoi colleghi. Comunque andranno le cose dovrò ringraziare loro e la mia famiglia, fino ai nonni e le zie.

Quali sogni hai per il tuo futuro?
Il mio sogno in primis sarebbe quello di potermi sdebitare innanzitutto con chi mi ha sempre aiutato (vedi sopra) e per farlo sarebbe bello riuscire a vincere tante gare e fare bei risultati. Precisamente il mio sogno sarebbe vincere un titolo in ogni categoria, ma ho ancora tanto da imparare e tanta strada da fare per poterci veramente pensare.

Hai degli amici-rivali con cui state crescendo insieme nel mondo delle corse?
Sì, in primis i ragazzi della Moto3 e Moto2 della Academy.

Circuito preferito; ti va di raccontarlo curva dopo curva?
Il mio circuito preferito è il Mugello. Un circuito veramente completo, in un contesto che amo e avvolto dal calore immenso dei tifosi e spettatori italiani. Non so bene le marce e le velocità quindi le evito per non dire cazzate [sorride].
Si comincia da un lungo rettilineo che termina con un dosso; si stacca forte alla San Donato, tornante a largo raggio che porta in salita verso la prima chicane piatta Luco-Poggio secco. Si va verso la seconda chicane (Materassi-Borgo S. Lorenzo) molto simile alla prima. Comincia la discesa che ti porta alla Casanova-Savelli, dalla quale bisogna uscire fortissimo preparare l’Arrabbiata 1, curvone a destra di difficile interpretazione che con un salitone ti porta all’Arrabbiata 2, altro curvone a destra simile al precedente. Segue uno scollinamento che porta a una chicane insidiosa, la Scarperia-Palagio. Si arriva dopo un piccolo rettilineo al Correntaio, tornante lunghissimo e a lungo raggio in discesa. Si deve uscire in preparazione delle Biondetti, una bellissima chicane veloce che porta all’ultima curva, la Bucine. Curva importantissima e difficilissima a sinistra, in discesa e interpretabile in più modi. Chi la fa nel miglior modo, vince se in bagarre.
Le caratteristiche che determinano la bellezza di questo circuito sono le uscite cieche dalle molteplici sequenze di curve meravigliose.

Chi è stato il pilota che più ti ha segnato e fatto appassionare al mondo delle corse da quando eri bambino?
Sicuramente Valentino Rossi, ma subito sotto di lui Simoncelli, Pasini, Poggiali, Pedrosa e molti degli attuali campioni.

Chi è Andrea Migno fuori dalla pista? Potresti raccontarti per i lettori de “La Galleria del Vento”?
Fuori dalla pista mi alleno e mi preparo al meglio. Ho smesso di andare a scuola ma vorrei terminarla, amo il mio paese (Saludecio) e i miei amici. Cerco sempre di essere autonomo nelle mie faccende da sbrigare. Amo mangiare, dormire e fare qualsiasi tipo di sport.

In una precedente intervista, subito dopo i Test di Almeria hai dichiarato:“Mi sono trovato bene con la squadra e con la moto, che secondo me ha un bel potenziale. Sono stati due giorni di test produttivi. Romano mi ha aiutato molto nella guida, abbiamo girato insieme e quindi siamo soddisfatti. Il bilancio di questa mia prima uscita è senz’altro positivo. Siamo sulla buona strada e speriamo di continuare così” [www.gpone.com]; quali sono, quindi, le aspettative tue e del team per la prossima stagione?  Che rapporto hai con il tuo compagno di squadra Romano Fenati?
Per il 2015 mi piacerebbe fare una bella stagione, svolgerla al meglio. Ci sono tanti avversari tosti e il livello sarà altissimo. Sarebbe un grandissimo risultato arrivare nei primi 10 nella classifica finale. Il team e la moto hanno tutte le carte in regola per permettermelo. Con Romano mi trovo molto, molto bene. C’è un bel rapporto di amicizia tra di noi ed è un ottimo compagno di squadra: mi aiuta molto e quando posso lo aiuto anche io.

Come ti vedi tra 10 anni?
Tra 10 anni mi piacerebbe correre ancora e lottare per i miei obiettivi. Mi piacerebbe riuscire a vivere in serenità con ciò che amo fare, andare in moto.

Grazie Andrea per la disponibilità.
Grazie a voi.

di Domenico Bergantino

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Author: Redazione Autogol al Novantesimo

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